ASSEGNO UNICO PER I FIGLI:
Con la Legge Delega 46/2021 è stata introdotta una importante misura a sostegno delle famiglie: l’assegno universale o assegno unico.
L’assegno unico è un contributo su base mensile riconosciuto dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età dei figli.
La misura sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° luglio tuttavia verrà slittata a gennaio 2022. Sarà prevista una misura “ponte” per la finestra temporale che resta scoperta dal 1° luglio 2021 a gennaio 2022 ma le cui modalità di richiesta non sono ancora state rese note.
Tuttavia, l’importo mediamente riconosciuto si aggirerà attorno ai 200, 250 euro mensili con delle maggiorazioni in presenza di figli con disabilità e a partire dal secondo figlio.
L’assegno è destinato anche a categorie fino ad oggi escluse completamente da ogni forma di aiuto per le famiglie come i lavoratori autonomi, le partite Iva e gli incapienti.
L’assegno spetta ai cittadini italiani che risultano titolari di un reddito derivante dallo svolgimento di un lavoro dipendente e autonomo, ai single con figli a carico, ai cittadini extracomunitari con permesso di lungo periodo che lavorano in Italia, pagano le tasse, hanno figli a carico conviventi, hanno una residenza di durata biennale anche non continuativa o un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato della durata di almeno due anni.
BONUS GENITORI SEPARATI:
Il “bonus genitori separati” viene introdotto dal d.d.l. di conversione del decreto Sostegni.
Dopo l’assegno unico e il bonus baby sitter, si tratta di un nuovo aiuto per le famiglie. Il bonus ha un finanziamento di 10 milioni di euro ed è rivolto ai genitori separati o divorziati in difficoltà economiche che hanno «cessato, ridotto o sospeso la loro attività lavorativa» a causa del covid. Un sostegno che servirà a garantire la continuità dell’assegno di mantenimento fino a un massimo di 800 euro al mese.
Destinatari del bonus, dunque, tutti i genitori separati o divorziati che, a causa dell’emergenza sanitaria, si trovano in condizioni di difficoltà e non possono provvedere al proprio obbligo. Il decreto attuativo del fondo dovrebbe essere emanato entro circa due mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione.
ASSEGNO DI MANTENIMENTO ALLA EX MOGLIE CHE LAVORA PART-TIME:
Alla moglie che lavora part-time spetta l’assegno di mantenimento se l’ex marito obbligato a corrisponderlo non dimostra che la posizione lavorativa della ex moglie non deriva da sua “colpa” nel cercare un impiego migliore a livello remunerativo né deriva dal rifiuto ad offerte di lavoro più remunerative.
Questa è la decisione della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 12329/2021.
NIENTE ASSEGNO DI MANTENIMENTO PER LA FIGLIA AUTOSUFFICIENTE:
La Corte di Cassazione ha previsto che per il padre di una figlia che guadagna 900 euro mensili, seppur con contratti a tempo determinato, non sia più obbligatorio il versamento dell’assegno di mantenimento.
CARCERE PER IL GENITORE CHE MINACCIA L’INSEGNANTE:
La Corte di Cassazione ha stabilito che commette reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 c.p.) il genitore che rivolge parole intimidatorie all’insegnate del figlio per condizionarne il giudizio.